Descrizione
Fuori dallErmitage di Caterina II gli ospiti erano invitati a lasciare i gradi militari, le cariche statali e, con essi, ogni forma di altezzosità; nellErmitage si entrava per essere allegri, interessati alla conversazione, che doveva essere condotta con un tono di voce non troppo alto, con moderazione negli argomenti, dimenticando i pettegolezzi e divertendosi senza eccessi. Questo ideale di salotto informale e intellettuale, probabilmente un altro degli aspetti della cultura francese introdotti dalla sovrana presso la sua corte, si arricchisce ben presto dellosservazione solitaria, o in piccoli gruppi, di opere darte straordinarie con le quali è arricchito il suo Ermitage di San Pietroburgo.Negli ultimi decenni del Settecento, quindi, la parola ermitage ha acquisito un significato legato ai passatempi dellaristocrazia, orchestrati in piccoli e raffinati edifici circondati da ampi giardini, e talvolta riservati alla contemplazione delle opere darte: un ideale di riposo dello spirito che la parola conservava, anche se era nata in un altro contesto, quello dellisolamento dedicato alla meditazione religiosa da parte dei monaci medievali che avevano voluto seguire lesempio di alcuni dei primi eremiti cristiani. La fuga dal mondo e la ricerca della solitudine da dedicare alle occupazioni intellettuali e alla contemplazione della natura ebbe una gran parte nelle esperienze e negli scritti degli umanisti, a partire da Francesco Petrarca.Gli interventi raccolti nel volume ricostruiscono lappassionante storia di questo concetto, del volontario e temporaneo distacco dal mondo civilizzato, del rifugio nella natura in nome della fede, degli studi o dellamore per larte.
| Editore: | Skira |
| Collana: | Arte antica. Varia |
| Codice EAN: | 9788857212531 |
| Anno edizione: | 2011 |
| Anno pubblicazione: | 2011 |
| Dati: | 152 p., ill. |





