Descrizione
La monografia presenta cinquanta opere recenti di Andrea Zucchi sul tema della ri-creazione, divise in due diversi e autonomi cicli che, affiancati simultaneamente, sono in grado di creare uno spiazzante doppio gioco di contrasti e assonanze tra appropriazione dimmagini fotografiche dellOttocento, piccole composizioni e sculture astratte.Mai come oggi le pratiche di rielaborazione di materiali preesistenti sono al centro del dibattito delle arti contemporanee, dal cinema alla musica, dalla letteratura alle arti visive. Già nel passato, le opere darte si sono nutrite di scambi, metamorfosi e contagi, ma luso del computer, aprendo testi e immagini a unindefinita virtualità, ha portato inevitabilmente a moltiplicare questi procedimenti. La facilità e comodità del copia e incolla è talmente diffusa a tutti i livelli da divenire una cifra caratteristica e rivelatrice di questi decenni. In una serie di lavori, di medie e grandi dimensioni, Zucchi si appropria dimmagini fotografiche dellOttocento, traducendole in pittura e virando loriginale bianco e nero in un cromatismo esasperato ed eccentrico. Attraverso una sorta di plagio psichedelico, personaggi storici, figure allegoriche, nudi accademici, scene di genere, paesaggi romantici e nature morte, insomma tutto il repertorio di unepoca a noi così stranamente familiare e lontana allo stesso tempo, riemerge nei dipinti di Zucchi acquistando un aspetto vivace, ironico che le rende insolitamente Pop. Una ricreazione ottocentesca che nella sua dichiarata artificialità si allontana da ogni possibile citazionismo.In un altro nucleo di opere invece, tutte di piccolo formato, i cartoni da imballaggio degli oggetti elettronici vengono riutilizzati come supporti tridimensionali per composizioni astratte, che si riallacciano, da una parte, alle morbide geometrie biomorfe sviluppate nella prima metà del novecento da Kandinskij, Klee e Arp, e dallaltra alle ricerche sulla superficie oggettuale degli anni sessanta. Sfruttando i pieni e i vuoti di queste strane e variegate sagome, che spesso richiamano elementi architettonici, Zucchi elabora una sorta di sgargiante decorazione tribale che trasfigura in pura forma plastica i fragili gusci di protezione delle nostre merci. A queste due opposte linee di ricerca si aggiunge infine, come trait dunion, una serie di sculture di panneggi che sembrano fuoriuscite dai dipinti per trasformarsi, una volta abbandonati al suolo, in forme quasi astratte.Mostra aMilano, Fondazione Stelline14 aprile12 maggio 2013
| Editore: | Skira |
| Collana: | Cataloghi |
| Codice EAN: | 9788857219516 |
| Anno edizione: | 2013 |
| Anno pubblicazione: | 2013 |
| Dati: | 120 p., ill. |





